Capracotta è un comune che si trova nell’Alto Molise in provincia di Isernia. Con i suoi 1421 m di altitudine è il secondo comune più alto degli Appennini. Capracotta è una stazione invernale di sci nordico e alpino e  una stazione climatica primaverile ed estiva. L’ospitalità è parte integrante della cultura della nostra comunità, ogni aspetto del territorio è valorizzato in modo da offrire al turista uno stile di vita sano e familiare, con prodotti genuini, artigianato pregiato e tradizioni, che si uniscono ai paesaggi suggestivi e alle montagne incontaminate.

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L’origine del nome

Ci sono numerosi studi, più o meno seri, sull’origine del nome Capracotta. Una interpretazione filologica riconduce il nome dell’abitato a un’origine indoeuropea. Capracotta deriverebbe dalla combinazione di due termini: “cap”, luogo elevato, e “kott”, luogo roccioso. Secondo altri, Capracotta deriverebbe, invece, dal latino “castra cocta” e attesterebbe l’esistenza di un accampamento militare romano.

I più recenti orientamenti spingono verso un’interpretazione più letterale, che allude alla tradizione religiosa pagana dei Longobardi di sacrificare una capra, in onore del dio Thor, prima di insediarsi in un luogo appena conquistato e mangiarne le carni come rito per scongiurare il rischio di esaurimento delle fonti di sostentamento.

Storia capracottese

La Tavola Osca (British Museum, Londra)

Le più antiche tracce della presenza umana nel territorio di Capracotta risalgono al periodo Musteriano: in località Morrone sono stati ritrovati strumenti di caccia dell’uomo di Neanderthal.

Il primo insediamento stabile risale al IX secolo a.C. Si tratta di un centro abitato ritrovato nel corso di cinque campagne di scavo promosse dalla Soprintendenza per i Beni archeologici del Molise tra il 1979 e il 1985 nei pressi della Fonte del Romito.  Altri ritrovamenti di epoca sannitica sono la Tavola Osca e alcuni sepolcreti di epoca arcaica.

Alla fine del VI secolo, i Longobardi del Ducato di Benevento invadono l’Alto Molise. Secondo i sostenitori dell’ipotesi dell’origine longobarda di Capracotta, la nostra cittadina ha origine in questo periodo come piccolo insediamento militare per il controllo dei bacini del fiume Sangro e del Trigno.

All’inizio del II millennio è sotto la dominazione dei Borrello, una famiglia franco-longobarda che era riuscita a creare un vasto dominio feudale tra il Molise e il Chietino. La riunificazione politica del Mezzogiorno segna la rinascita della transumanza. Nel 1269, il re Carlo I d’Angiò assegna il feudo di Capracotta alla famiglia Della Posta. Nel 1671, Capracotta è divisa in quattro quartieri: Terra Vecchia, Celano, San Giovanni Battista e Santa Maria delle Grazie. Le famiglie sono 183 e la maggior parte degli abitanti è impiegata nella transumanza. Nel 1781, Capracotta ha 1868 abitanti, tre chiese, un ospedale e una fabbrica di panni.

Nel 1860 un plebiscito sancisce l’annessione dell’ex Regno delle Due Sicilie all’Italia unita. Il nuovo sistema fiscale colpisce duramente la ricchezza di numerose famiglie. In questa condizione di diffusa povertà è massiccia l’emigrazione verso il continente americano. Nella Grande Guerra, Capracotta sacrifica sull’altare della patria 65 concittadini. Il fascismo passa senza lasciare significative tracce. Nel novembre del 1943, il paese subisce le rappresaglie tedesche per la firma dell’Armistizio dell’8 Settembre tra il governo italiano e gli Alleati: tranne le chiese, l’edificio scolastico, l’asilo infantile e alcune case private, tutto viene distrutto con la dinamite e il fuoco e la popolazione è costretta a sfollare verso le regioni meridionali. Nel 1945, gli esuli tornano in paese e lo ricostruiscono. Tra il 1951 e il 1971, un’altra ondata migratoria sposta centinaia di capracottesi verso le città industrializzate del Nord Italia e dell’Europa Occidentale

Natura

Capracotta si trova in una zona a ridosso dell’Appennino abruzzese fra il corso del fiume Sangro e l’Alta Valle del Trigno. Il territorio  si estende tra le cime di Monte Campo (1746 m) e Monte Capraro (1730 m) ed è caratterizzato da ampie distese verdi, visibili nei mesi estivi, e boschi di faggio, abetine ed aceri, tipiche delle foreste altomolisane.

Giardino della Flora Appenninica

Durante il soggiorno estivo non può mancare una visita al Giardino della Flora Appenninica, un orto botanico naturale che racchiude un’elevata diversità di ambienti e di specie vegetali. Il Giardino è gestito da un Consorzio costituito da Comune di Capracotta, Università degli Studi del Molise, Regione Molise e Provincia di Isernia. Per info: giardinocapracotta.unimol.it.

Escursioni e Sentieri

Capracotta offre agli appassionati delle escursioni una rete di sentieri con segnaletica CAI, molto curati e che permettono di vivere a pieno la natura e le montagne altomolisane.

Sentieri di Monte Campo. Il sentiero più praticato dai capracottesi è quello che dalla Chiesa di Santa Lucia porta alla cima di Monte Campo; il tracciato è largo circa 2 metri ed è adatto a tutti, in circa 2 km viene coperto un dislivello di 150 m. Il panorama che si può osservare dalla cima è mozzafiato e si estende a 360°, spaziando dalle montagne abruzzesi alle valli del Sangro e del Trigno. Nelle giornate con poca foschia è possibile anche intravedere il Mare Adriatico. Alle pendici di Monte Campo si sviluppano altri sentieri che permottono di arrivare Prato Gentile, collegandosi con le piste di sci di fondo e di raggiungere la cima di Monte Ciglione e Monte San Nicola, dove si possono osservare dei ruderi di un insediamento abitativo risalente al 1200.

Sentieri di Monte Capraro. A partire da località Sotto il Monte (Bivio Strada Provinciale Montesangrina) si sviluppano una serie di sentieri che portano alla cima di Monte Capraro e permettono di scoprire i tanti siti d’interesse storico nascosti all’interno dei boschi. Sentiero A1 (con variante A2), Sentiero A4 e A5, Sentiero G. Di Nucci,.

 

Gastronomia

L’Alto Molise è terra di pascoli, di erbe aromatiche e di eccellenti prodotti caseari,, di carni ovine, bovine e suine di qualità, ma è anche terra di legumi e di prodotti del sottobosco quali tartufi e funghi. Tali prodotti sono trasformati e commercializzati dalle aziende locali, che hanno ereditato le tecniche della lavorazione per continuare ad offrire i sapori di un tempo.

Tra i formaggi riveste un ruolo principale il Pecorico di Capracotta, realizzato esclusivamente con latte di pecora allevata nei pascoli capracottesi; il formaggio ha una forma cilindrica e presenta un odore intenso, il sapore è fragrante e pastoso se poco stagionato, per diventare nel tempo sempre più intenso e accentuato.

Da qualche anno Capracotta e l’Alto Molise si sono scoperti tra i maggiori produttori di tartufo sia nero sia bianco, che è possibile assaporare nei ristoranti presenti sul territorio o comprare presso le aziende del settore. I tartufi vengono usati anche per assaporire altre specialità capracotta, quali salsicce, caciocavalli, ricotte e creme al tartufo.

Il clima e il terreno capracottese permettono di coltivare legumi di alta qualità, quali farro, lenticchie, cicerchie, fagioli e ceci, che presentano particolarità sia nella forma che nel gusto.

Tradizioni

Numerose sono le tradizioni di questa terra, quasi tutte legate all’antico rito della transumanza. La più sentita e partecipata dalla popolazione è la festa in onore della Madonna di Loreto, la cui statua è custodita nel santuario omonimo situato all’ingresso del paese. I festeggiamenti si svolgono a cadenza triennale ed uniscono al fervore religioso momenti di folclore connessi ad una duplice processione di cavalli bardati che si svolge nella prima settimana di Settembre, richiamando emigranti capracottesi da tutto il mondo.

Folle di turisti provenienti anche da fuori regione, raggiungono il verde di Prato Gentile la prima Domenica di Agosto in occasione della Sagra della Pezzata, autentica pietanza della civiltà della transumanza. La specialità veniva preparata dai pastori in alta montagna e ne costituiva uno degli alimenti principali. La sagra ha una tradizione di oltre 50 anni ed è attualmente una delle più importanti manifestazioni che animano l’estate molisana.